sabato 27 ottobre 2007

Informazione alla "genovese"

Salve di nuovo cari genuini figli della rete. Vorrei questa volta porre alla vostra attenzione una recente dichiarazione tratta dal blog dello pseudocomico relativa al modo che il SIG. Grillo concepisce l'informazione:

"Il prossimo V-day sarà dedicato all’informazione, sto decidendo la data. Chiederemo due cose:- l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria- l’abolizione dell’ordine dei giornalisti.Stay tuned."

Non so voi, non posso prevedere le reazioni che questa dichiarazione potrà suscitare nei confronti dei lettori, ma personalmente, in tutta sincerità, vi confesso che a me sono venuti brividi e il sangue si è raggelato.
Le ipotesi sono 2 : 1) dopo il V-day Beppe Grillo si è montato la testa e vuole far emergere problemi dei quali lui è totalmente ignorante e incompetente rendendosi ridicolo.
2) sempre dopo il V-day Beppe Grillo ha deciso che forse è meglio tornare a fare ciò in cui era leggermente più dotato, ovvero il comico, il giullare di corte, in alte parole il buffone.

Di essere divertente Grillo è divertente su questo nulla da dire, come comico supera senza dubbio la sufficienza, ma in entrambi i casi prima enunciati la verità che emerge è che qualcosa dentro lo pseudocomico dopo il V-day è irrimediabilmente cambiata.
Analizziamo a fondo la proposta del ligure, con uno sguardo al futuro, cercando di prevedere quali potrebbero essere le conseguenze di una tale iniziativa.
E' sicuramente ingiusto e può far fumare il cervello ( e non solo quello probabilmente) a tutti gli italiani la consapevolezza che dalle entrate fiscali e dai nostri tributi, derivi la sopravvivenza di praticamente tutta l'editoria. Fa sicuramente riflettere il fatto che con le proprie tasse un cittadino è costretto a finanziare sia "BARCHE A VELA" che "LIBERO" o "IL GIORNALE", ma proviamo a pensare per un secondo cosa potrebbe accadere se il finanziamento pubblico ai giornali da un giorno all'altro venisse azzerato.
Primo assioma: ogni tipo di attività pubblica o privata ha bisogno di finanziamenti per sopravvivere
Secondo assioma: anche l'editoria rientra nella categoria delle "attività" e dunque ha bisogno di entrate per sopravvivere
Ne deriva che, non potendo contare più sul finanziamento pubblico, come propone il genovese, i giornali saranno costretti a rivolgere lo sguardo verso altre fonti, che saranno senza dubbio nel settore dei privati.
I giornali andranno quindi in mano agli inserzionisti, alle imprese e alle aziende, anche straniere, perchè nella lotta alla sopravvivenza qualunque mano amica diventa un tesoro prezioso.
Assisteremo quindi alla MORTE dell'informazione, come è accaduto spesso in America, avremo di fronte giornali dove su 10 pagine 2 saranno dedicate alle notizie, e le altre 8 a promuovere sponsor e fare pubblicità.
Questa, signori e signore, genuini internauti, è pura e semplice DEMAGOGIA!!
E' molto meglio una vasta informazione partitica dove si può garantire una minima concorrenza tra i poli, che non un'informazione affidata a gruppi di aziende, che creando centri di potere, renderebbe ancora più ricattabile di quanto già non sia, la politica stessa.



2 commenti:

remelli ha detto...

stay tuned

Anonimo ha detto...

no comment..
ognuno ha il diritto di foderarsi l'occhi come vuole e di fare il saputello come crede..

Daniele